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Filosofia
“…nel
manicomio, dopo poco si accorse di poter parlare, pur
rimanendo vigilante, i deliri dei diversi matti e tali
voli poterli fare anche più ampi, e più
brucianti di fosforo, tanto che tante volte i matti si
fermarono, come per un secondo ravveduti, vedendo nelle
parole del figlio del farmacista lo specchio di sé
ma un sé ancora più sviluppato e preciso;
si accorse dunque, dopo poco che viveva in manicomio,
il figlio del farmacista che i matti non erano per lui
un mistero ma con estrema facilità s’impadroniva
del loro pazzo pensiero tanto da poter discorrere la loro
lingua, cosa rarissima, tanto che il pazzo, come ho detto,
alcune volte si ferma, come vinto, e sbalordito, e poi
sì riprende il suo pensiero, riprende il suo cammino
di matto, ma nonostante, nonostante, chissà mai?”